Comunicazione non violenta nel public speaking e nel video speaking

Chi l’ha detto che esistono solo i 10 comandamenti della religione cristiana? Anche il public speaking e il video speaking hanno i loro 10 comandamenti! Ed è importante tenerli sempre bene presenti, interiorizzandoli. In fondo, se ci pensi, le parole hanno un ruolo determinante nella nostra vita: possono segnarla in positivo o in negativo. In un batter d’occhio possono portarci dalle stelle alle stalle e viceversa.

Da appassionata di public speaking e video speaking, ogni giorno mi chiedo come si possa contribuire a migliorare il mondo attraverso le parole: in primis le relazioni tra le persone e il personal branding di aziende e professionisti.

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Il decalogo che sto per condividere con te, se lo assimilerai e lo applicherai nella quotidianità, sia nella comunicazione dal vivo sia nel video speaking, ti renderà una persona e un professionista ancora migliore di quello che sei ora.

Vediamo insieme i 10 comandamenti del public speaking e del video speaking. Sei pronto?!

Public speaking e video speaking: la comunicazione non violenta
Non esistono solo i dieci comandamenti della religione cristiana, esistono anche i dieci comandamenti della comunicazione non violenta nel public speaking e nel video speaking.
  • Virtuale è reale. Nel virtuale dobbiamo dire solo cose che avremmo il coraggio di dire anche nella vita reale. In un mondo come quello di oggi, dove la tendenza sta diventando sempre più quella di comunicare alle persone attraverso uno schermo o una telecamera, è importante dimostrarsi coerenti con quello che si avrebbe il coraggio di dire alla stessa persona, se la si avesse di fronte a sé. Ripensa quindi ai tuoi ultimi post e ai tuoi ultimi video…hai per caso scritto o detto qualcosa che non avresti il coraggio di dire di persona?
  • Si è ciò che si comunica. Se ci pensi, la scelta delle parole che usiamo determina moltissimo l’immagine che trasmettiamo di noi agli altri. Parlare con un linguaggio forbito e accurato ci conferisce un’aurea di fascino, eleganza e charme. Parlare, al contrario, con un linguaggio scurrile ci porta a essere percepiti come poco eleganti, sciatti e magari un po’ arroganti. Ripensa ai tuoi ultimi post e ai tuoi ultimi video, il linguaggio che hai usato è coerente con l’immagine di te che vuoi dare agli altri?
  • Le parole danno forma al pensiero. Essere bravi comunicatori significa anche, e soprattutto, avere la capacità di dare forma ai propri pensieri con poche parole, ben scelte, che vanno dritte al punto. “Less is more”, “meno è di più” anche nel public e nel video speaking. Oggi vanno sempre più di moda i format brevi, pensiamo a quello dell’elevator pitch (brevissimo discorso di autopresentazione nel quale siamo chiamati a dire chi siamo e cosa facciamo nell’arco di una manciata di secondi) e ai video (nei quali in due minuti dobbiamo trasmettere autorevolezza, empatia, valore e curiosità). Lo faceva intuire anche Pascal quando diceva “Scusa se ti ho scritto una lettera lunga, non ho avuto il tempo di accorciarla”. Accorciare significa togliere il superfluo affinché l’essenziale possa brillare. Accorciare è un’arte che richiede passione, cura del dettaglio e tempo. Ripensa ai tuoi ultimi post e ai tuoi ultimi video, hai applicato il principio del “less is more” per dare forma al tuo pensiero?
  • Prima di parlare bisogna ascoltare. Non si possono costruire le altezze senza le basi. Non puoi pretendere di essere capito e apprezzato dal tuo pubblico se prima di parlare non fai una bella cornice d’accordo con lui, sulla base di quelle che intuisci saranno le sue obiezioni e convinzioni. E non è tutto. Ascoltare significa anche saper calibrare il pubblico, intuendo anche i suoi bisogni fisici. Per questo un buon trainer, ad esempio, deve sempre prevedere delle pause durante i suoi corsi. Ripensa ai tuoi ultimi post e ai tuoi ultimi video, hai sempre ascoltato il tuo pubblico prima di parlare? E se tieni dei corsi, concedi sempre delle pause rigeneranti al tuo pubblico?
  • Le parole sono un ponte. Quando parliamo in pubblico dal vivo e nel video speaking, dobbiamo sempre stare attenti a parlare in modo comprensibile per chi ci ascolta. Se siamo davanti a un pubblico lontano dal nostro mondo, evitiamo termini astratti e tecnici, altrimenti finiremo per annoiare chi ci ascolta e parlare a vuoto. Banalmente, pensa a quante volte chiedi a qualcuno “Di che cosa ti occupi?” e ti senti rispondere “Sono un consulente, un project manager, un digital strategist, un seo expert, un growth hacker…”. Nell’elevator pitch e nel video speaking, ad esempio, difficilmente abbiamo una seconda chance per farci capire. Ripensa ai tuoi ultimi post e ai tuoi ultimi video, hai sempre usato le parole come ponte? O le hai usate anche come barriera? In questo video ti spiego qual è l’errore più tipico che devi evitare nel tuo elevator pitch.
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  • Le parole hanno conseguenze. Le frasi si possono distinguere in descrittive e performative. Le frasi descrittive, come dice la parola “descrittive”, si limitano a descrivere una certa situazione. Ad esempio: Carlo e Anna sono marito e moglie. Le frasi performative, invece, descrivono un processo, un’azione. Quando il prete ha detto “Carlo e Anna, vi dichiaro marito e moglie” ha usato una frase performativa. Le parole hanno sempre delle conseguenze. Prima di parlare in pubblico e nei video, è sempre meglio chiedersi “Quali conseguenze posso provocare? Quali conseguenze voglio provocare?”. Ti sei sempre posto queste domande nei tuoi ultimo post e nei tuoi ultimi video?
  • Condividere è una responsabilità. Quando parliamo in pubblico e nei video e riportiamo le parole o il pensiero di qualcuno, dobbiamo sempre assicurarci di citare le fonti. E non solo. Quando riportiamo il pensiero di qualcun altro, dobbiamo stare molto attenti a riportarlo in modo corretto e non distorto. Condividere è una responsabilità. Sempre. Ripensa ai tuoi ultimi post e ai tuoi ultimi video, hai sempre citato le fonti? E sei sicuro di aver riportato correttamente il pensiero di qualcun altro?
  • Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare. Quando parliamo a un singolo interlocutore o a una platea, dobbiamo sempre ricordarci che le persone non sono le loro opinioni. Possiamo dire “Io la vedo diversamente”, non possiamo permetterci di dire “Se non la pensi come me sei un folle”. Non siamo nessuno per giudicare gli altri. Smettiamola di giudicare, ascoltiamo con mente aperta, rispetto e attenzione il pensiero altrui. Rispettiamo la persona che la pensa diversamente da noi, esattamente come a noi tutti piace essere rispettati. Ripensa ai tuoi ultimi post e ai tuoi ultimi video, hai sempre rispettato le persone a cui ti riferivi?
  • Gli insulti non sono argomenti. Quando insultiamo qualcuno stiamo facendo un’aggressione ad personam. Non stiamo portando valore aggiunto alla nostra tesi. Anzi, come abbiamo imparato al comandamento numero 2, siamo quello che comunichiamo. Insultando qualcuno, sicuramente non diamo una bella immagine di noi. Ripensa ai tuoi ultimi post e ai tuoi ultimi video, hai fatto qualche specifica aggressione ad personam?
  • Anche il silenzio comunica. Nel public e nel video speaking tendiamo spesso a riempire il silenzio. “Se sto in silenzio poi il pubblico pensa che mi sono dimenticato quello che devo dire dopo”, “Il silenzio mi imbarazza”, “Non vedo l’ora di finire, mi dimentico di fare le pause!”. Può trattarsi di un minuto di silenzio in ricordo di una persona che è scomparsa. Può trattarsi di qualche secondo di pausa dopo una domanda per permettere al pubblico di riflettere su quello che hai detto o chiesto. Può trattarsi del silenzio prima di iniziare uno speech, per trasmettere leadership e catturare l’attenzione di tutti. In ogni caso, il silenzio comunica e come diceva Mark Twain “Nel public speaking non esiste parola più efficace di una pausa fatta nel momento giusto.” Ripensa ai tuoi ultimi speech e ai tuoi ultimi video, hai comunicato con le pause? Se sì, cosa hai comunicato?

E ora che hai scoperto i 10 comandamenti della comunicazione non violenta, cosa farai praticamente per diventare una persona e un professionista migliore?

Aspetto i tuoi commenti.

Ai primi tre che lasciano un commento, regalo una copia del mio libro “Video Public Speaking” in uscita nella seconda metà di giugno 2018!

 

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