Visual Storytelling e Public Speaking

 

In previsione dei workshop che terrò a Milano a Roma insieme a Massimo Lico, CEO & Founder della Visual Storytelling Academy, ho chiesto a Massimo di scrivere un articolo per il mio blog.

Non ti sei ancora iscritto al nostro workshop perché prima vorresti saperne di più?

Leggi l’articolo di Massimo qui sotto! 😀

Visual Storytelling: cos'è e perché si sposa così bene con il Public Speaking
Massimo Lico, CEO & Founder di Visual Storytelling Academy Italia. Condivideremo il palco il 13 e 14 aprile 2018 a Milano e il 12 e 13 maggio a Roma. Parleremo di come comunicare il tuo brand attraverso Visual Storytelling e Public Speaking.

Ma si può sapere cos’è il Visual Storytelling?

Visual Storytelling, una locuzione il cui significato non è ancora ben chiaro, infatti l’accezione più ricorrente che le viene attribuita è quella di “arte di raccontare storie con le immagini”.

Purtroppo questa “definizione” non è del tutto corretta. Infatti, già dalla semplice analisi semantica della locuzione, possiamo notare che la parola “storia” – traducibile in Inglese con “history” – non è presente in essa. Veniamo indotti in errore nel tradurre la parola “story” in storia, mentre il significato corretto è “racconto”.

La seconda parola “telling” è il gerundio del verbo “to tell” che significa narrare”. Sul termine “visual” non credo ci siano dubbi di sorta nel poterlo tradurre in “visuale”.

A questo punto possiamo concludere che Visual Storytelling significa, più o meno letteralmente, “narrare mediante racconti visuali” e questa definizione si adatta molto bene a qualunque cosa si voglia narrare: storie, prodotti, servizi e brand, ad esempio.

 

Visual StoryTelling: la sua potenzialità operativa

Certamente la definizione di cui sopra chiarisce molto bene cosa significa Visual Storytelling sul piano semantico, ma necessita di essere arricchita con qualche altro elemento che faccia capire la potenzialità operativa del Visual Storytelling, ovvero il perché stia interessando una fascia sempre più ampia di pubblico, non solo del mondo corporate.
Sono d’accordo con Jonathan Gottschall quando afferma che “l’uomo è un animale narrante e i racconti ci rendono umani”, del resto anche Andrea Smorti anticipava questa osservazione nel suo libro “Narrazioni, cultura, memorie, formazione del sé”. Infatti l’uomo ha narrato da sempre, sin da quando affrescava le caverne, per riprodurre le proprie imprese di caccia. La narrazione è importante: nasce con l’uomo e morirà con lui.

Ma se la narrazione ha questo ruolo così importante nella costruzione dell’identità di una collettività e se le immagini sono lo strumento che il nostro cervello in assoluto predilige, non dobbiamo dimenticare che questo pensare non è mai del tutto oggettivo, bensì è soggettivo, ovvero profondamente condizionato dalla cultura alla quale apparteniamo. Per questo motivo, nel nostro immaginario visivo ci saranno immagini alle quali siamo abituati e altre alle quali siamo meno abituati, per motivi essenzialmente culturali. Insomma le immagini sono intorno a noi e ci avvolgono, ma non tutte le immagini sono adatte alla narrazione: non tutte le immagini sono narrative.

La narrazione si fa con le immagini narrative. Chi vuole fare un uso consapevole del Visual Storytelling deve sempre partire da queste domande:

  1. Quali sono le immagini narrative?
  2. Come si costruiscono?
  3. Come si riconoscono?

Un altro elemento, che giunge per ultimo per necessità non perché sia meno importante dei due precedenti, è rappresentato dal fatto che la narrazione per immagini senza che queste facciano provare al pubblico delle emozioni, non è una narrazione efficace. Le emozioni attivano processi a livello neurologico che sono alla base del meccanismo a noi noto con il termine di empatia. Emozioni ed empatia viaggiano in simbiosi, e sono così importanti che le neuroscienze hanno dimostrato il loro fondamento neurologico. Saper emozionare il proprio pubblico è importante per instaurare un rapporto di empatia profondo. 

Ecco un esempio di come, attraverso il Visual Storytelling, è possibile raccontare un brand in un modo unico e coinvolgente. Anche piccoli imprenditori possono farlo, non soltanto le grandi aziende! Clicca qui per vedere il video.

 

Visual StoryTelling: il metodo in 3 step

Tutto quello che ho detto fin qui, non lo si può ottenere per caso, richiede l’applicazione di regole ben precise, un metodo di lavoro che dia basi solide e concrete alla creatività. I tre step che stanno alla base di questo metodo sono:

  1. la lettura socio/demografica del pubblico al quale ci rivolgiamo;
  2. l’utilizzo di uno schema narrativo;
  3. l’utilizzo del medium più opportuno per veicolare il nostro racconto, ad esempio il Public Speaking!

 

Visual StoryTelling & Public Speaking: questo matrimonio s’ha da fare e si farà!


Il Visual Storytelling non è una semplice operazione finalizzata al racconto di una storia utilizzando delle immagini. E’ molto di più e trova la sua piena realizzazione quando si sposa con un medium potente come un Public Speaking efficace e coinvolgente.

 


Vuoi acquisire nuovi strumenti per raccontare il tuo brand e i tuoi prodotti/servizi?

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