Come rendere una presentazione memorabile in quattro semplici mosse

 

Basta raccontare storie per rendere una presentazione memorabile? Sicuramente, come dico in molti dei miei video e dei miei post, lo storytelling è una tecnica fondamentale per rendere uno speech memorabile. Ma spesso non è sufficiente.

In realtà per essere davvero memorabili, rimanere impressi nella mente del pubblico (ed essere preferiti ai competitor), oggi ci vuole qualcosa di più.

Occorre avere una conoscenza più approfondita su come si formano i ricordi e su come questi ultimi influenzano le decisioni.

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Carmen Simon, fondatrice di Memzy, azienda con base a San Francisco (California), ricorre alla neuroscienza e alla psicologia cognitiva per aiutare le aziende a creare messaggi memorabili.

In uno dei suoi studi più famosi, Carmen ha chiesto a 1500 persone di assistere a una presentazione con 20 slide, ciascuna con un messaggio specifico. Due giorni dopo ha chiesto ai partecipanti quali slide si ricordavano. Il risultato? I partecipanti si ricordavano in media quattro slide. Questo conferma il fatto che gli speaker di oggi hanno bisogno di disegnare i contenuti e trasmettere il loro messaggio in modalità alternative, che li rendano memorabili.

Ma cosa rende una presentazione davvero memorabile?

MOSSA 1:

Dare al pubblico qualcosa di prevedibile e poi…sorprenderlo.

Il pubblico inizia a staccarsi dalla presentazione quando questa diventa troppo prevedibile. Quindi alternare slide semplici a slide visivamente più intense, così come alternare momenti seri a momenti divertenti è molto importante.

A mio parere un elemento da evitare, proprio al fine di tenere alta l’attenzione del pubblico e creare suspance, è quello di inserire / rivelare l’agenda all’inizio della presentazione.

Ti faccio un esempio: qualche giorno fa mi trovavo in Aurifil, azienda di Saronno, a fare formazione di Public Speaking e Video Public Speaking. Il titolare, Alex, era stufo di ripetere sempre la stessa presentazione da sette anni a questa parte e mi ha chiesto “Chiara, la mia presentazione ha bisogno di essere cambiata…ma non so come fare…so solo che io stesso sono stufo di ascoltarmi dire sempre le stesse cose!

Alex nella parte iniziale della sua presentazione era abituato ad anticipare tutti i contenuti successivi “Poi vi parlerò di…Poi vedremo come…”…Ecco questa è la strategia migliore per annoiare il pubblico!

Bando ai cosiddetti metaspeech (metadiscorsi, discorsi sui discorsi) che ammazzano la suspance!

Allo stesso tempo nel discorso di Alex abbiamo introdotto delle battute umoristiche che vanno qua e là a spezzare le parti tecniche della presentazione e a renderla memorabile proprio perché il pubblico vive diversi tipi di emozione.

La regola da seguire, insomma, è quella di seguire uno schema e poi romperlo a sorpresa. Se la tua presentazione contiene molti grafici, metti qual e là delle slide con foto accattivanti e citazioni potenti. Osa!

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MOSSA 2:

Dagli studi di Carmen Simon emerge che ci sono tre elementi che rendono alcune storie più memorabili di altre: l’elemento percettivo, l’elemento cognitivo e l’elemento affettivo.

  • L’elemento percettivo comprende le impressioni sensoriali derivanti da azioni.
  • L’elemento cognitivo comprende i fatti e i significati astratti.
  • L’elemento affettivo comprende gli elementi emozionali.

Questi tre elementi combinati insieme attivano più parti del cervello, al contrario di presentazioni che attivano soltanto l’area cognitiva.

Gli speaker spesso hanno difficoltà con l’area affettiva perché pensano che il loro contenuto sia troppo “arido” o troppo tecnico per poter connettere l’audience a livello emozionale.

Il punto è che, come sostiene Carmen Simon, “L’emozione non deriva dalla natura del tuo contenuto. Se pensi che il tuo contenuto non sia di per sé entusiasmante, TU come speaker devi diventare la fonte di emozioni.

Se trasmetti passione ed entusiasmo, anche se parli di contenuti aridi e tecnici, il pubblico difficilmente potrà dimenticarsi di te!

MOSSA 3:

Non temere le ripetizioni.

Una delle tecniche più semplici per rinforzare la memoria del pubblico è quella di ripetere i contenuti. Come speaker tu potrai certamente, ed è comprensibile, desiderare di dire sempre cose nuove nella tua presentazione. In realtà, puoi anche ripetere più volte lo stesso contenuto, esplorandolo da diversi punti di vista ad esempio. Senza esagerare ovviamente.

Una ripetizione che ti consiglio spassionatamente di introdurre è la cosiddetta “ancora auditiva”, ovvero una frase che dici più volte nello speech e che non potrà fare a meno di rimanere impressa nella mente del pubblico. Te lo ricordi lo “Yes we can” di Obama, vero? Ecco, anche nel tuo speech ci deve essere un elemento che si ripete!

MOSSA 4:

Mantieni il focus sul futuro.

Se spieghiamo al nostro pubblico qualcosa, dobbiamo sempre tener presente che se il pubblico dopo averci ascoltato e capito non metterà in pratica quello che abbiamo spiegato, la nostra missione di speaker sarà da considerarsi fallita. Come speaker, dunque, dobbiamo essere abili anche nell’arte della persuasione, riconoscendo quali sono le leve che più possono motivare il pubblico all’azione (realizzazione, libertà, liberazione dalla paura, desiderio di distinguersi dagli altri, desiderio di sperimentare cose nuove…)

Questo si traduce nella necessità per noi speaker di creare delle forti associazioni nella mente del nostro pubblico tra quello che spieghiamo in un dato momento della nostra presentazione e le azioni che il pubblico dovrà attuare nella propria quotidianità.

Come speaker, non solo sul palco, ma già in fase di preparazione della nostra presentazione dobbiamo pensare a cosa vogliamo che il nostro pubblico dovrà poter fare dopo averci ascoltato. Ogni volta che il pubblico nella sua quotidianità compirà quella certa azione si ricorderà di noi!

In questo video ti do altri suggerimenti per rendere più memorabili anche le presentazioni più aride, come quelle tecniche e finanziarie!

 

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